venerdì 11 gennaio 2008

PETE ROCK - HIP HOP UNDERGROUND SOUL CLASSICS (BBE, 2003)

Ieri sera sono rientrato a casa dopo essermi scofanato circa quattro Slalom medie e, benché non avessi mal di testa, stamattina ero (sono) egregiamente rintronato. Al momento di scegliere cosa ascoltare sulla via pel lavoro, ho avuto praticamente un'illuminazione: il disco degli InI. Perchè? Perchè è un disco dalle atmosfere generalmente rilassate ma che comunque non ricade nella categoria *YAWN* come invece spesso avviene oggigiorno. “Grazie al cazzo”, dirà qualcuno: è Pete Rock, mica 9th Wonder o, peggio ancora, un emulo di 9th Wonder, e a conti fatti non potrei che dargli ragione. Tuttavia, prima di liquidare così frettolosamente la faccenda, mi preme sottolineare che questa è senz'altro la sua opera meglio riuscita dai tempi del suo esordio con CL Smooth (forse anche migliore), ed il fatto che sia uscito con sette-otto anni di ritardo rispetto a quanto previsto è una cosa che grida vendetta al cielo, perchè qui si può tranquillamente parlare di “classico mancato”.
Il gruppo era composto da quattro elementi: il sopracitato Pete Rock, suo fratello Grap Luva, Rob-O e Rass (che francamente faccio fatica ad identificare), e benchè gli MC non siano certamente dei pesi massimi questi si accompagnano molto bene ai beat di Pietrino Roccia (anzi, direi che la loro funzione sia quasi parificabile a quella di strumenti veri e propri), essendo lui il vero catalizzatore dell'intera opera. Difatti, Rock ci regala una serie di produzioni impeccabili, che possono passare da brevi loop di piano ai celebri campioni di tromba che da sempre caratterizzano i suoi lavori, e che per quanto abbiano un denominatore comune (atmosfere jazz) riescono comunque a distinguersi marcatamente l'una dall'altra -complice anche l'ottimo lavoro di basso e batterie. Un'opera letteralmente perfetta, quindi, degna di finire nel pantheon delle migliori uscite degli anni '90.
Altro discorso invece per la collaborazione con Deda: Baby Pa, questo il nome del disco, merita di restare nel sottobosco di quegli anni in quanto definibile al più come mediocre. Il problema non sta tanto in Pete Rock, che comunque non stupisce ed anzi tende a suonare ripetitivo (ma con qualche momento di lucidità, cfr. Blah Uno o Markd4Death), bensì nell'MC stesso. Deda sfonda le porte della mediocrità in quanto a scrittura, ha uno stile assolutamente generico ed un flow raccapricciante, ma soprattutto fa a pugni con i beat. Per dirla con Cecco Il Nipote Del Fornaio, Deda è la sintesi della dishgrazia, l'apoteosi della shchifezza. Definire quindi il connubio tra Rock e Deda “cacofonia” sarebbe fargli un complimento, ed è per questo che gli zainetti complessivi possono essere solamente quattro: Center Of Attention se ne merita senz'altro cinque, ma The Original Baby Pa arriva a due SOLO perchè il lavoro al campionatore denota almeno competenza.
Il mio consiglio è comunque di reperire il disco non appena vi si dovesse presentare l'occasione, prima che diventi introvabile; costa come un CD solo ma ne contiene due, e poco importa se Baby Pa lo ascolterete giusto una o due volte: il resto è da antologia.
Come bonus aggiungo la raccolta dei campioni originali usati da Pietrino Roccia per comporre i beat di Center Of Attention, così vi potrete pure fare un'idea del lavoro che vi sta dietro.





InI - Center Of Attention
Deda - The Original Baby Pa
Ini - Original Samples

3 commenti:

Marco ha detto...

Ogni tanto, caro mio, mi fai paura. Per la seconda volta mi tiri fuori un disco del passato che ho riascoltato proprio di recente (tipo l'altro ieri)...e dire che ce ne sono veramente un quantitativo imbarazzante. Boh...secondo me è qualcosa che c'è nell'aria...oltre all'inflenza, intendo dire.
Questo discuzzo qui te lo promuovo proprio a pieni voti.

Marco ha detto...

P.S.
Con "questo discuzzo" mi riferisco agli INI...è che avendolo in vinile, la raccolta è uscita in due volumi separati e non in due cd indivisibili.
Avevo cercato anche Deda, ma per fortuna era esaurito in vinile.
'na botta di culo ogni tanto...

g.anluca ha detto...

a proposito di slalom, te ne devo una. bella li.