lunedì 7 luglio 2008

REAL LIVE - THE TURNAROUND: A LONG AWAITED DRAMA (Big Beat/Atlantic, 1996)

Vi confesserò che oggi, per coronare la mia scarsa voglia di tornare a Milano e di conseguenza al lavoro, quasi quasi mi sarei messo a recensire quella mezza cagata che è il primo disco degli Away Team -recuperato a 6,90 venerdì. Ma poi ho pensato che il mio Justus-League-bashing dovrebbe cominciare da The Listening anziché da una sua replica di seconda, e quindi, in seguito anche ad alcune promesse fatte qualche tempo fa, eccovi -al posto di una sòla- un signor disco: The Turnaround.
Vittima anch'esso dell'abbondanza delle uscite storiche di metà anni '90, esso vide la luce nel 1996 e da lì poco o nulla si seppe più del duo composto da Larry-O e K-Def; del resto, quest'ultimo aveva purtroppo sofferto fino a quel momento l'ingombrante presenza del suo mentore, Marley Marl, e quindi anche il lavoro svolto in precedenza per i Lords Of The Underground ed i Youngstaz era sempre passato in secondo piano. E quanto a Larry-O, beh, diciamo che non è che sia mai stato uno sulla cresta dell'onda, per cui quando i due si presentarono al pubblico si trovavano nella sgradevole posizione di essere dei mezzi sconosciuti in mezzo ai vari Mobb Deep, Ghostface Killah, Jay-Z eccetera. Fortuna volle che all'epoca un mio amico spendesse varie milionate in dischi, il che permise al sottoscritto di entrare in contatto con il classico gruppo "da tre microfoni e mezzo", una tipologia di artisti che a causa delle mie scarse finanze non potevo permettermi di cagare più di tanto: chapeau a lui, perchè se così non fosse stato ora avrei l'ennesima grave lacuna da riempire con rocamboleschi acquisti di seconda mano via internet anziché, com'è stato, al comodissimo World Of Music del Ku'Damm di Berlino.
Ma palle introduttive a parte, com'è 'sto disco? E' presto detto: per quanto non esplori nuovi territori in quanto a concetti, the Turnaround è una delle esperienze acustiche più gratificanti che si possano trovare sottomano. Che K-Def sia discepolo di Marley Marl lo si nota sia nell'arte di tagliare i campioni che nelle capacità di dare pienezza al basso, ma da qui in poi il suo approccio si distanzia da quello del maestro vergendo maggiormente sul ritaglio di melodie che vanno a collocarsi tra l'hardcore e l'orecchiabile e che spesso vanno ad assumere un tono quasi epico nel loro mettere alla prova i woofer dello stereo. Ad esempio, per quanto Real Live Shit goda di un'atmosfera decisamente più cupa di The Gimmicks, la potenza è pressochè la stessa e lì sta unicamente al gusto dell'ascoltatore scegliere la preferita tra le due. Va comunque sottolineato che tutti i pezzi -fuorchè la mielosa All I Ask Of You- sono pensati per fare da sfondo a storie di ddrogah, sparatorie e quant'altro; ergo, l'allegria non sta di casa, e difatti è facile notare come la preferenza nella scelta dei campioni da parte di K-Def stia nel soul anni '70 e nel jazz/fusion vista l'idoneità dei generi nel fornire passaggi d'archi evocativi (mettete di fianco Real Live Shit, Ain't No Love, Pop The Trunk e Iceberg Slick per rendervene conto da soli). Vorrei poi aggiungere che per quanto diversi campioni inevitabilmente sappiano ormai di già sentito (Love Unlimited, David Axelrod, Bobby Bland), in diversi casi il lavoro di K-Def è tale per il quale il campione non risulta loopato e bòn ma viene tagliato informa tutt'altro che banale -cfr. ad esempio "questa" Ain't No Love con tutte le altre che l'hanno seguita, quella di Jay-Z in primis.
Quanto a Larry-O la materia di discussione va giocoforza restringendosi: il Nostro ricade infatti in tutti i cliché del drug rap così come concepito nel seminale Only Built 4 Cuban Linx, senza però rivitalizzare il filone con la creatività ed il talento di un raekwon. Per cui non si può certo dire che l'ascolto di Turnaround stupisca sotto quest'ottica, ma quantomeno la sua voce è profonda quel che basta per andare ad incastonarsi in maniera pregevole nei beat del socio; e, d'altro canto, al di là di frequenti scivoloni nell'ovvio ("nigga" che rima con "trigger" è stata la svolta di generazioni di MC) Larry è sufficentemente competente per non risultare irritante. Tuttavia, l'unica volta in cui viene accompagnato al microfono da qualcheduno (e CHE qualcheduno: Ghostface, Cappadonna, Killa Sin e Lord Tariq) appare evidente quanto gli siano superiori persino certi colleghi generalmente non considerati dei campioni. Si potrebbe parlare di sindrome da Pete Rock, che raramente ha saputo scegliersi rapper all'altezza delle sue produzioni, però sarebbe eccessivo: qui al limite uno pensa che sarebbe stato meglio che ci fosse qualcun altro al microfono, cosa che nel caso di Pietrino invece spesso si manifesta con un ma perchè c'è questo coglione.
In conclusione, per quanto in rare occasioni il lavoro nel suo complesso sfiori la mediocrità (They Got Me, Day You Die), The Turnaround gode di un sound eccellente che da solo lo rende degno di ripetuti ascolti e -per quanto Larry-O ne abbassi la qualità complessiva- è senz'altro uno degli album più ingiustamente ignorati dell'epoca nonché uno dei preferiti della mia collezione (N.B.: il "misero" quattro ha da considerarsi come una valutazione il più possibile oggettiva, dipendesse da valori affettivi e quant'altro gliene appiopperei almeno un altro mezzo abbondante).





Real Live - The Turnaround: A Long Awaited Drama

VIDEO: REAL LIVE SHIT (RMX)

12 commenti:

MAK ha detto...

Gran discone snobbato da parecchi questo.
Fin'ora è stato l'unico album che mi sono degnato di uppare sul Blog 187, mesi fà.
Peccato che 'sti zozzoni hanno lasciato il buon remix di The Turnaround (con Tragedy Khadafi e Capone) sul 12" invece di inserirlo anche nell'album... vabbè.

Anonimo ha detto...

D'accordissimo con la recensione. Tra l'altro, ho proprio trovato questo disco un mesetto fa a 9 euro in un mercatino dell'usato qui a Berlino...fatalità ;-).
Condivido anche il discorso fatto su Larry-O, non sarà un genio però ha una voce spessissima che si sposa assai bene con le atmosfere create da K-Def!

riccardo

Anonimo ha detto...

Ottimo ripescaggio!

BRA
www.rapmaniacz.com

Anonimo ha detto...

Sinceramente nn ho capito il discorso su pete rock

reiser ha detto...

Pete Rock spesso s'è scelto MC non all'altezza delle sue produzioni, vedi soprattutto gli InI e moltissimi pezzi di NY Finest

ARGH ha detto...

SLURP! quattro zainetti meritatissimi!

Antonio ha detto...

Beh, che dire? Zio K-Def e' uno che ne sa. E Larry-O e' competente, verissimo.

P.S.: Maddai, tu sentendo Max B e Jim Jones su "We Roll" hai pensato: Ma perche' questi coglioni?"
hahahahaha

Anonimo ha detto...

l'hai comprato all'asta?? con 39,99marchi ai tempi in germania ci compravi piu di 15 birre.

ck

Anonimo ha detto...

Nei Soul Sourvivor mi sembra che ci siano MC abbastanza pesi,ha fatto un disco con Edo G anche lui non mi sembra tanto male..sinceramente anche gli INI..su Ny's finets sono d'accordo

reiser ha detto...

Sgriller, se non fosse che non avevo abbastanza dane' ("eine Portion Schlagsahne, bitte", ricordi?) mi sarei comprato pure il secondo di Diamond D a quella cifra

Nel primo Soul Survivor, sì (lì poi non mi piacciono un granché i beat, vai a capire); nel secondo PER ME c'erano solo i nomi sulla carta- trovo che le varie prestazioni fossero basse. E sugli InI ho già scritto e trovo che ci stiano bene ma nulla di più, mentre, che so, gli UN ti piegano a 90 e te lo fioccano nel culo con le palle da tanto son potenti

Antonio ha detto...

NO HOMO

Anonimo ha detto...

BITC, are you CRAZY??!! It is CLASSIC!! Real CLASSIC! no 4/5 but 6/5!!