mercoledì 10 marzo 2010

BIG TWINS - THE PROJECT KID (Dirt Class, 2009)

Uno dei vantaggi dell'ascoltare rap è la possibilità di sceglierne la varietà desiderata tra un'infinità di sottogeneri in continua espansione e riformulazione; ad esempio, come muore un g-funk ti salta fuori un crunk e via slanghizzando. Circa questa peculiarità credo infatti che solo il metal abbia più sottogeneri, peraltro dai nomi ancora più buffi e dagli esponenti ancor più privi d'autoironia che nel rap, per non parlare poi dei fan e --- scusatemi, sto divagando, torniamo a noi.
Stavo dicendo: a proposito del numero di diversi stili, o varianti di essi, è sorprendente come anche all'interno di un sottogenere come il rap di matrice nuiorchese vi siano tante varianti da soddisfare persino un palato esigente come il mio. E per quanto io non rifiuti mai una sana pastasciutta -nella metafora rappresentata dalla qualità garantita del boombap più ortodosso- talvolta non disdegno spingermi nei reami più oscuri del gusto, laddove ad un estremo può trovarsi ad esempio un Kid Cudi, e all'altro, l'unico, il mitico e l'inimitabile Twin Gambino. Ma se reputo interessante ascoltare il Sandro Ciotti del QBC ben più di tanti suoi colleghi, stavolta ciò non è dovuto solo alla particolarità del Nostro bensì al fatto che sfrutti per bene le potenzialità offerte dallo stile di produzione dei Sid Roams. Uno stile contraddistinto principalmente dal pesante ricorso a synth e a campioni anni '80 che vanno ad adagiarsi su basi lente dai bassi ben corposi, sovente più d'impatto delle batterie, e da cui trasuda in un certo qual modo l'origine californiana del duo. E per chi dovesse riconoscere in questa sommaria descrizione più l'ultimo Alchemist che non il duo di Joey Chavez e Bravo, gli risponderei che non ha torto ma che i secondi rappresentano il versante più ruvido di questo sound.
Del resto, basta vedere come essi si rapportano agli altri beatmaker che appaiono in Project Kid, cioè il sopracitato Alchemist (tre pezzi), Jake One e Havoc (due cadauno): il suono dei Roams è preponderantemente caratterizzato da sintetizzatori, elementi suonati ad hoc o comunque sample che non hanno pressoché nulla della classica soul o fusion da cui solitamente si campiona. In più, il lavoro svolto con le batterie è decisamente diverso dagli altri, con lunghe pause tra un colpo di rullante e l'altro che possono essere riempite in vari modi ma che tendenzialmente sfuggono alla regolarità di un Havoc o di un Alc (prendete ad esempio l'ottima Get 'Em Dog e paragonatela ad una Wanna Be Down o una Project Kid), così come suonano diverse rispetto alla matrice soul di Jake One e all'uso che quest'ultimo fa del basso, atto più a strumento di percussione che non di "avviluppamento" del beat.
Tutto questo non tanto per dire che Bravo e Chavez schiaccino gli altri contribuenti, bensì per marcare una differenza stilistica relativamente considerevole tra loro e gli altri fautori di questo genere di beatmaking. Se invece volessimo appunto esprimere giudizi qualitativi, direi che proporzionalmente il livello è del tutto paritetico. Ad esempio, Jake One manca il bersaglio con la monotona When I Say G (bella la cassa, però), mentre in How I Feel azzecca pressoché tutto e grazie all'ottimo campione vocale la trasforma in una delle migliori canzoni di tutto Project Kid; Alchemist, invece, riesce a riutilizzare in maniera quasi impercettibile Nautilus per Wanna Be Down, ma è solo con Smart Niggaz e l'eccellente When I Walk Away che si fa valere per il produttore esperto che è, tagliando un campione soul ed accompagnandolo a batterie belle tirate che ricordano (non poco, diciamocelo) Shoot 'Em Up Pt. 1 di Big Noyd. Quanto a Havoc, in Number One egli cazzeggia malamente con uno spregevole campione da videoclip di Bollywood, come solo nelle tivù dei kebabbari più trucidi, ma perlomeno ha il buon gusto di rifarsi con una title track forse non geniale ma assolutamente perfetta per il tipo di testo e soprattutto bella cupa e giocata su di un classico loop di piano.
Ma, venendo a Bravo e Chavez, la palma di pezzo migliore la prende senz'altro Bacon & Cheese, dove un sample di un videogioco a 8 bit crea il mood perfetto per sciogliere le briglie all'ignoranza di Twins e Prodigy; niente male anche la già citata Get 'Em Dog e la Jean-Michel-Jarriana (ne sono certo!) Just Don't Give A Fuck, il cui unico difetto è quello di essere troppo breve. Purtroppo, per Thunn Street e Drop 'Em Off siamo in odore di pilota automatico e viene a mancare un po' la forza e la freschezza dei pezzi precedenti, mentre tutto sommato non ne escono male Trip Thru the PJ's e Can't Call It, unici due aperti ammiccamenti al soul dove la peculiarità dei Roams un po' si perde ma in compenso a guadagnarci è la varietà.
Perchè -parliamoci chiaro- qui l'unica varietà che conta proviene dall'ambito delle produzioni che, analogamente all'epigone chic di Project Kid che è Weatherman di Evidence, sono l'unico motivo serio per comprare il disco. Nel senso che ad eccezione di un paio di rarissimi accenni riflessivi sparsi quà e là, Gambeezy rappa lentamente e semplicisticamente di puttanatone ultragangsta. È chiaro, lo si sa, e chi apprezza questo non può che provar piacere in quanto tutto sommato anche lui una sua unicità ce l'ha; chi riuscirebbe infatti a concepire momenti di estasi poetica come "I got this grimey-ass bitch named Ruthie -YEEEEAAAWRGH- she can move three bricks in her asscrack... WHAAAT UP!" battendosi le palle se ci sia una rima o meno ed emettendo versi gutturali a caso? Nessuno, proprio così. Come Califano, stessa roba, ma con beat migliori. Senonché, ecco, non rappresenta propriamente il nec plus ultra della tecnica.
Al che va da sè che si apprezza molto la breve durata dell'opera -appena 45 minuti, skit e puttanate varie inclusi- perchè altrimenti tutto questo popo' di tough talk e voce raschiata sarebbe potuto venire a noia persino alle orecchie più ben disposte. Così com'è, invece,The Project Kid è un oggettino di culto per i fan del Cinghiale #1 del QB, il quale è riuscito a produrre un album che, al di là degli alti e bassi qualitativi, manca solo di ospiti degni di questo nome (vi dico che gli Hard White sono, eccetto Prodigy, i più bravi. Immaginate il resto!) e magari di un bel pestone alla vecchia maniera. Che poi il tre e mezzo sia attribuibile al 98% alla qualità dei beat... beh, chissenefrega, e io comunque sono di parte.





Big Twins - The Project Kid

VIDEO: BACON & CHEESE

13 commenti:

Antonio ha detto...

Hard White. Un gruppo che farà strada (not).

P.S.: Weatherman era meglio, dai. Per non parlare di Layover, che almeno un paio di pezzi super ce li aveva...
Evidence non sarà il nuovo Rakim, ma il paragone è ingeneroso.

Pano ha detto...

ma sto disco fa cagare

reiser ha detto...

Hahaha fantastico, il commento
"ma sto disco fa cagare"
tradisce anche una certa indignazione.
Eò, lo sapevo, ma Twin è la mia cosid. guilty pleasure, e comunque i beat NON fanno cagare.

Comunque Layover è meglio di Weatherman, non c'è dubbio, anche perchè quest'ultimo per me è stato una bella delusione. Magari lo recensirò in futuro, ma per ora dico solo che pur non essendo certamente brutto l'ho trovato liricamente parecchio sotto gli standard di Ev e -soprattutto- troppo lungo. Personalmente -sottolineo personalmente- tra quello e questo ascolto più volentieri Twin, a cui mancano una Down in NYC o una Chase The Clouds Away ma perlomeno non allunga il brodo
Se invece mi dici Layover, sono d'accordo con te: molto meglio, ma del resto io mi riferivo all'LP

reiser ha detto...

Ah comunque gli Hard White [||] guardacaso li spinge tantissimo Robbie... boh passi quell'altro terrone clamoroso che è Mayhem Lauren (e che, tra parentesi, sa rappare) ma francamente UN PACINO & BOOGZ li manderei a lavorare nei cantieri

MAK ha detto...

Mah... a me gli Infamous Mobb piacciono, o meglio dire trovo momento anche per loro.
Di Twins mi sono accattato il passabile The Grimey Collection per dire, ma stavolta non ce l'ho fatta. Project Kid è rimasto sullo scaffale.
E' un disco al quale darei 3 zaini a voler esagerare. Daccordo che c'è qualche buona produzione, ma tuttosommato non mi ha colpito e me lo tengo lì in mp3. Discorso diverso se c'erano appunto ospiti di rilievo, perchè in un disco come questo credo sia fondamentale: Il solo Gambino (+ eventuali ospiti inferiori) alla lunga fiaccano un attimino. Già meglio con gli Infamous allora, che seppur scarsi mettono sul piatto un inevitabile bel gioco di squadra collaudato.

MAK ha detto...

Weatherman mi ha fatto addormentare.
Con quel brio della rappata di Ev poi...
Layover come già detto, ben altro paio di maniche. Concordo.

Antonio ha detto...

Ah comunque gli Hard White [||] guardacaso li spinge tantissimo Robbie... boh passi quell'altro terrone clamoroso che è Mayhem Lauren (e che, tra parentesi, sa rappare) ma francamente UN PACINO & BOOGZ li manderei a lavorare nei cantieri

"I fucks wit' Hard White Boys" è la fase più no homo della storia: l'hai sentito il mixtape di Hard White?

Con Robbie, purtroppo per te, condividi l'amore per i beat di Sid Roams. Io mi chiamo fuori (pur non disprezzandoli, sia chiaro, ma troppa library music mi piglia male).

Meyhem Lauren non mi disturba, sia perché rappa, sia perché comunque fra un beat di Sid Roams e uno di J-Love di solito preferisco il secondo, per una questione di gusto.
In ogni caso Twin Gambino è come quei terzini scarponari che diventano gli idoli delle curve. Saranno scarsi, ma non puoi fare a meno di amarli [||]...

P.S.: Ma Far Rockaway è la patria dei più scarsi di New York o è una mia impressione?

reiser ha detto...

Comunque la bazza del Mr. Slowflow è così una puttanata da farmi sembrare Gambilla un novello Rakim
Per il resto ci sta tantissimo che 'sto disco non piaccia, mi rendo conto che è una cosa per pochi, come i bambini per i preti, ma francamente non capisco sul versante delle produzioni cosa ci sia da lamentarsi. Per me è per quello che non ti/vi piace dell'album, ma test clinici dimostrano che Gambizzle è ancora più rozzo sulle robe lente

"In ogni caso Twin Gambino è come quei terzini scarponari che diventano gli idoli delle curve. Saranno scarsi, ma non puoi fare a meno di amarli"
Infatti.
Comunque chi è che viene ancora da Far Rockaway?

Antonio ha detto...

Stack Bundles (RIP), Un Pacino, Lord Superb, Persia e via dicendo.

Anonimo ha detto...

a me sto disco ha fatto veramente cagare, piuttosto limono duro con la Mazzamauro.

ck

Anonimo ha detto...

Con Robbie, purtroppo per te, condividi l'amore per i beat di Sid Roams. Io mi chiamo fuori (pur non disprezzandoli, sia chiaro, ma troppa library music mi piglia male).


library music?

Anonimo ha detto...

Concordo al 100% con la tua recensione...e non fa CAGARE di sicuro come ha detto qualcuno...soprattutto con QUESTI beat...

Antonio ha detto...

library music?
Sid Roams sono noti per campionare un casino di library music, a questo mi riferivo.