sabato 3 gennaio 2009

FRESH FOR '08... YOU SUCKAS

Bene: a distanza di un anno dall'apertura del blog posso finalmente togliermi lo sfizio di creare la guilty pleasure di ogni blogger che si rispetti. Esatto, una lista. Purtroppo, però, le circostanze non sono delle migliori: il 2008 non è stato un grande anno (al contrario del 2007) e solamente poche promesse sono state mantenute, mentre molti progetti (Saigon, Poet, Dre ecc.) sono slittati al 2009 - forse. Ma fatto sta, cominciamo dal peggio.

SCRONDI & DELUSIONI

5. The Roots - Rising Down/ Termanology - Politics As Usual Per Termanology non sprecherò troppe parole. Prendete le legittime aspettative anche solo in quanto a produzioni (affidate a Havoc, Pete Rock, primo, Buckwild, Large Pro ecc.) e paragonatele al risultato. Senza poi dire delle performance altalenanti di Term... un'occasione sprecata, punto. Au contraire, dopo l'eccellente Game Theory, i Roots sfornano un disco che si presenta benissimo con l'omonima traccia ma che traccia dopo traccia lascia in bocca una sensazione di "meh". Intendiamoci: qualsiasi cosa i Roots facciano è pur sempre superiore all'80% delle porcherie partorite dai colleghi, ma forse questa verità ha spinto i recensori professionisti a sopravvalutare un album che poteva essere intitolato "Tipping Point 2.0". Il colpo di grazia è stato inflitto poi dall'atroce singolo Birthday Girl, carico di saccarina al punto tale da poter ambire al posto di canzone più gaia del 2008... [Leggi la recensione completa/ Termanology]

4. Kanye West - 808's & Heartbreak ...se non ci fosse l'alfiere della metrosessualità per eccellenza, Kanizzle (a proposito: avete mai visto qualcosa di più criptobusone e kitsch di 'sto video qui? Eccetto Do You Really Want To Hurt Me, voglio dire). Una garanzia per certi versi, ma pur sempre capace di creare cose carucce come lo era, ad esempio, Graduation. Purtroppo -e qui non è colpa sua- è evidente che molti ascoltatori di rap devono avere un background musicale ancor più ristretto del mio, perchè è bastato che il Nostro infilasse in serie valanghe di suoni plasticosi come non si sentivano dai tempi di Invisible Touch, "liriche" in cui l'autocommiserazione supera i toni dell'umano decoro e, infine, un'abilità vocale pari a quella di Jovanotti per far sì che si gridasse al miracolo. In effetti, alcuni sostengono che non si tratti nemmeno di un disco rap. Concordo. E' una porcheria a tutto tondo.

3. Guilty Simpson - Ode To The Ghetto Il fatto che fosse stato scelto come MC preferito da J Dilla ha significato molto, perlomeno in termini pubblicitari. E d'altronde va detto che il suo album ha alle saplle produttori di innegabile talento come Madlib, Oh No, Dilla stesso e altri. Eppure il risultato è stato una mezza tavanata, un po' perchè i suddetti hanno proposto beat perlopiù del tutto inferiori alla loro stessa media, ma soprattutto perchè Simpson ha dimostrato di avere al massimo una buona voce ed un discreto carisma. I suoi testi (una trasposizione all'underground di Young Jeezy, direi) sono di un'ignoranza caprina, ma non di quella che riesce a sorprenderti ma del tutto prevedibile; così come prevedibili sono le rime, purtroppo, e allora uno cosa può fare se non sbadigliare? [Leggi la recensione completa]

2. Carlos Nino & Lil' Sci - Elevation Madonna santa che piombo. Con titoli quali Love Hugs And Hip-Hop Soul, Honor Courage And Karma, The Dream e Freedom sapevo benissimo che mi sarei trovato di fronte a dei diretti discendenti del Common più predicatore. La cosa in sè non mi turbava -chiarisco- perchè spesso e volentieri apprezzo anche un po' di rettitudine. Purtroppo sbagliavo per difetto, nel senso che a fronte di beat spesso eccellenti (ma alle volte anche scontati) l'emceeing è nel migliore dei casi tollerabile. La voce nasale e la cadenza priva di una qualsiasi enfasi di Lil' Sci massacrano il potenziale del disco, e se ci aggiungiamo che è uno di quelli che predicano ai convertiti, dunque più che propenso a lanciarsi in interminabili pistolotti moralisti incapaci di far breccia al di fuori dei suoi accoliti, allora la voglia di ascolto si riduce facilmente allo zero malgrado diverse incursioni ben fatte nel funk e nel jazz da parte del compare Carletto. Rap da oratorio.

1. Jedi Mind Tricks - A History Of Violence Ecco come sprecare il titolo più fico dell'anno con una minestra riscaldata e pure insipida. Voglio dire: non che mi aspettassi chissà che novità da parte di Vinnie e Stoupe, ma perlomeno reputavo che le bassezze raggiunte con Visions Of Gandhi non si potessero ripetere. E invece qui abbiamo il loro album più inutile oltreché meno ascoltabile. Sì, chiaro, qualche roba passabile la si trova anche ma l'insieme è paragonabile, nei suoi suoni barocchi e nei testi ridondanti di minacce inattuabli e riferimenti epicoreligiosi, ad una delle qualsiasi porcherie prodotte dai Manowar. E questo non è un bene. Aggiungiamoci che in passato, oltre ad essersi pian pianino evoluti nella ricercatezza delle tematiche (pensate solo al precedente album, in cui c'erano Uncommon Valour, Shadow Business e Black Winter Day), spesso invitavano ospiti più che degni come Tragedy, Ill Bill, R.A. The Rugged Man, Sean Price e Killah Priest; stavolta, invece, ci offrono una serie dei loro peggiori portaborse come Demoz e gli Outerspace i quali, guarda un po', riescono a malapena a rendere la pillola ancora più indigesta. Personalmente farò finta che questo disco non sia mai esistito.

[Dishonorable mentions: Nas - Untitled; Kool G Rap - Half A Klip; Genius/GZA - Pro Tools; DJ Muggs & Planet Asia - Pain Language; D.I.T.C. - The Movement; Common - Universal Mind Control]

SORPRESE E CONFERME

10. Large Pro - Main Source/ EPMD - We Mean Business Va bene, nessuno di questi due dischi può ssere definito un capolavoro. D'altronde non è che li abbia messi in decima posizione per caso, giusto? Ecco. E allora, piuttosto che fare le pulci alla loro non eccelsa qualità tout court, perchè non provate a prendere in mano quell'immane porcheria che è Out Of Business e paragonarlo a questo loro ritorno? Sì, certo, si autocitano un po' troppo e di novità non ve ne sono, ma d'altronde da un gruppo che ha alle spalle una carriera ventennale cosa vi aspettavate? Io volevo gli EPMD e sono stato soddisfatto: Roc Da Spot, Run It, Puttin' Work In, Never Defeat 'Em e persino Listen Up sono un ritorno in forma del tutto imprevedibile e che dovrebbe far gioire qualsiasi fan dei loro precedenti lavori. Lo stesso dicasi per Large Pro: mai stato un cattivo MC, sempre stato un eccelso beatmaker, anche se 1st Class in un paio di volte ce l'aveva fatto scordare. Qui, per fortuna, non solo non sgarra pesantemente in nessuna occasione, ma per giunta regala ai posteri almeno due perle assolute: 'Maica Living e la straordinaria In The Ghetto, in cui riconferma il suo gusto e la sua capacità di essere l'atmosfera di New York. In breve: bentornati a entrambi.

9. East Coast Avengers - Prison Planet Come definirle quest'opera? Un fumettone in 4/4? Un album "politico"? Un omaggio al suono nuiorchese? Le stesse domande che mi sono posto nella recensione giacciono ancora lì senza risposta, e pertanto oramai mi sono rassegnato -si fa per dire- a godermi l'ascolto di questo Prison Planet senza prendere alla lettera ogni singola cosa che dicono. Francamente non ho molto da aggiungere rispetto a quanto già scritto: il tutto scorre che è un piacere, intrattiene egregiamente e sovente presenta sprazzi di genio (nelle tematiche come nell'esecuzione vera e propria) che lo distinguono nettamente da altri eventuali epigoni; il richiamo ai classici è presente ma non urlato, e l'atmosfera cupa che avvolge ogni singla traccia ne fa un eccellente scelta per chiunque reputi eccessivi i richiami epicheggianti dei vari Army Of The Pharaohs et similia. [Leggi la recensione completa]

8. LoDeck & Omega One - Postcards From The Third Rock Lorsignori mi consentano un dubbio: ma di chemminchia parla LoDeck? Non sto scherzando quando vi dico che, pur dopo ripetuti ascolti, il più delle volte seguire ciò che intende esprimere (ammesso che voglia esprimere qualcosa tout court) mi risulta impossibile. Ciò non di meno, i suoi eventuali sproloqui hanno un pregio: suonano bene. E così, al contrario di quanto avviene con Lil' Sci, egli non va a smantellare il lavoro di fatica curato in questo caso da Omega One, il quale, dal canto suo, non ne sbaglia una e regala un beat migliore dell'altro al Nostro. Alcuni hanno parlato di elementi di psichedelia, ma personalmente mi sono sfuggiti; casomai, questo sì, la sua tecnica nel costruire melodie che vanno ad intersecarsi possono rimandare il pensiero agli episodi più "leggeri" di RJD2 o certi passaggi di Endtroducin', il che non è affatto male. In conclusione, quindi, non il capolavoro da molti decretato ma di certo un ascolto che si discosta dai canoni più tradizionali del rap e che come tale andrebbe spinto di forza nelle orecchie di molti aficionados del genere.

7. J-Live - Then What Happened Confesso che a distanza di mesi devo rimangiarmi alcune delle conclusioni alle quali ero giunto nel corso della recensione, e cioè che Then What Happened sia qualitativamente paragonabile a All Of The Above. Purtroppo non è così, principalmente perchè la varietà di quest'ultimo risulta impareggiabile, mentre TWH punta di più su un'immediatezza d'ascolto che però dopo non molto scema e si riduce ad una selezione di pezzi. Ciò nonostante, Live resta l'MC coi controcoglioni che è sempre stato e in quanto tale si merita un ascolto approfondito. It Don't Stop, The Upgrade, The Last Third sono solo alcune delle gemme contenute in quest'opera e che possono assurgere all'Olimpo della sua produzione; e scusate se è poco. Un ben gradito ritorno alla forma ottimale del Nostro, dopo il parzialmente deludente The Hear After. [Leggi la recensione completa]

6. Atmosphere - When Life Gives You Lemons You Paint That Shit Gold Quando qualche amico estraneo al reps mi chiede quale album potrebbe essere di suo interesse, da qualche mese mi gioco la carta Atmosphere. Reputandolo una sorta di Automatic For The People del rap -cioè un qualcosa che è impossibile non piaccia- il suggerimento è scontato. Slug, graziaddio, abbandona la sua Weltanschauung ombelicocentrica e dipinge immagini di disgrazie umane che ben rimandano ad un certo tipo di letteratura americana contemporanea, Le Correzioni di Franzen su tutti, grazie anche all'analogo senso dell'umorismo, decisamente amaro. Contestualmente, Ant si diletta con una varietà di suoni di per sè piuttosto vari ma che riesce ad unire mediante batterie di matrice ovvimnte reppusa ma mai scadenti nella prevedibilità. Consigliato, insomma, non solo a chi ama mettersi i coglioni sottovuoto ed un paio di Converse ai piedi -il che, di questi tempi, è piuttosto raro. [Leggi la recensione completa]

5. Immortal Technique - The 3rd World In attesa di Middle Passage, il buon Tech, anzichè perdersi tra milioni di mixtape ed altrettanti quantità di freestyle irrilvanti, si unisce ad un oggettivamente inutile (ma almeno non troppo intrusivo) Green Lantern e sgancia un album che per molti versi regge tranquillamente il confronto col capolavoro Revolutionary Vol. 2. Certo, l'effetto novità non è qui presente, ma vedere un già eccelso MC migliorare ulteriormente delle doti innate come voce, carisma e contenuti -senza dimenticare lo humor, come dimostrano uscite come "before 9/11 y'all was shoutin' Allah as if he was hostin' your mixtape and now y'all scared, bitch ass niggas"- fa sempre piacere. Il singolo 3rd World varrebbe da solo l'ascolto, ma oltre ad esso vi sono alcune autentiche perle come Stronghold Grip, Harlem Renaissance, Crimes Of The Heart e Mistakes che non potranno non far gioire i fan di uno degli MC più rilevanti del decennio.

4. Vast Aire - Dueces Wild/ Mighty Joseph - Empire State Come già spiegato nelle rispettive recensioni, personalmente reputo questi due dischi perfettamente complementari. Grande lavoro alle macchine da parte del semiesordiente Melodious Monk, che si conferma non solo una delle sorprese da me più gradite del 2008 ma riesce a rinvigorire il suono di un Vast Aire rendendolo al contempo contemporaneo e legato ad atmosfere di metà anni '90. Nel complesso, due opere dotate di ottima longevità e rientranti tra il miglior materiale da walkman dell'anno. [Leggi la recensione completa/Vast Aire; leggi la recensione completa/Mighty Joseph]

3. Q-Tip - The Renaissance Ha! Non avrei puntato una mezza lira su un Tip capace di sfornare il miglior comeback album degli ultimi cinque anni (almeno!), e invece ecco che con questa concentratissima opera (tredici tracce) pressoché completamente autarchica -liriche e beat sono suoi eccetto una base di Dilla- eccolo qui. Il singolo, Gettin' Up, ben rappresenta il gusto di un album che si muove con eleganza tra soul, jazz e buon vecchio boombap; ma vi suggerisco di non limitarvi ad esso, bensì di comprare questo disco e lasciarlo scorrere per un paio di volte nel vostro lettore. Pian piano caprete che questo non è solo un buon lavoro, ma anzi un ottima dimostrazione di cosa possono fare gusto ed esperienza combinati. Chapeau.
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2. Elzhi - The Preface Che dire? Forse non il classico che noi tutti ci aspettavamo ma certamente impressionante; la punta di diamante dei Slum Village non solo conferma la sua bravura ma finalmente ha la possibilità di espanderla per spazi più lunghi di quaranta secondi. Concept track eccellenti, un po' di sano amore per la figa e soprattutto battle raps da riascoltare più e più volte; il tutto accompagnato da un Black Milk ancora legato al sound del (peraltro validissimo) Popular Demand e che forse rispetto a Tronic risulta meno incisivo, ma ciò nondimeno fornisce a El il tappeto sonoro più adeguato per il suo esordio. [Leggi la recensione completa]

1. Black Milk - Tronic Sapete, quando alle volte mi sorge il sospetto che per il rap vi siano solo due strade percorribili (l'abbandono al dirty south da un lato e la fossilizzazione del suono dei tardi anni '90), prima mi do uno schiaffo, poi ascolto una produzione a caso di Black Milk, e poi mi do uno schiaffo, ancora tantoper ricordarmi di quanto sia coglione. Posso tranquillamente confermare che anche quest'anno la città più rilevante per il rap è stata Detroit; e non solo perchè ci sono alcuni cinghiali da competizione che distribuiscono sghiaffi con grande attenzione alla scelta della vittima (Yung Berg), ma soprattutto perchè ormai è il terzo anno di fila che da essa vengono sfornati prodotti eccellenti e dotati di un suono unico e fresho. Tronic, in tal senso, rappresenta l'epitome di questo discorso: io mi sarei anche accontentato di di un Popular Demand 2, ma il venticinquenne Curtis Cross ha voluto strafare, passando dal parco di campioni più classico ad un sound più... beh, sì, elettronico. La sua evoluzione, ben delineabile, non si limita solo al sapersi destreggiare con gran classe tra synth, tastiere Korg eccetera senza pestare merde, ma si vede anche al microfono. Pur non essendo certo un Rakim, nel suo secondo LP il Nostro è decisamente migliorato e rende interessante l'ascolto di ogni traccia; e anche qualora l'attenzione dovesse calare, ci sono pur sempre i suoi fantastici pattern di batteria e tirarla sù. Insomma, disco eccelso, packaging da urlo... a questo punto solo una domanda: dov'era Elzhi, su 'sto disco?

[Honorable Mentions: nessuna, nel senso che di dischi piacevoli ne sono anche usciti, ma nessuno di essi merita secondo me di aspirare a rientrare tra le dieci mejo cose del 2008. Ve l'avevo detto che è stato un anno di merda!]

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Come disse il saggio Trapattoni: sono perfettamente d'accordo a metà con te. Ok per Roots, Term e West, neppure un po' per What's The Science e Pain Language; concordo su Omega+LoDeck, J-Live, Mighty Joseph e Q-Tip, non per Large Pro, EPMD e Atmosphere.
Berntornato comunque! ;-)

BRA
www.rapmaniacz.com

Anonimo ha detto...

No,allora:comincia male il tuo 2009...al primo posto tra le delusioni jedi mind tricks non lo posso accettare.Universal Mind Control di Common dove lo hai lasciato?? E poi Black Milk carino ma stai tranquillo...esoso.

ck

Gallone2000 ha detto...

io alla lista aggiungerei product of the 80's di prodigy...davvero una manata, soprattutto i beats

Fugu. ha detto...

Anche io ho stilato le mie classifiche sul Blog, però non riesco proprio a vedere tra le cose peggiori Carlos Niño & Lil Sci, mentre concordo con Common e qua e là con qualche altro titolo, per il resto passate per il Blog : ).

Reiser tu per Mac che versione usi di Soul Seek ?, ho da poco il Mac Book e non so quale prendere, quella che ho non trova nulla.

Anonimo ha detto...

classifica:
1.http://www.discogs.com/release/1554651
2.http://www.discogs.com/release/1199455
3.http://www.discogs.com/release/1539029
4.http://www.discogs.com/release/1522070
5.http://www.discogs.com/release/1315504
6.http://www.discogs.com/release/1454085
maica living in effetti non era male, il resto dell'album spazzatura...molto meglio il n.3 della classifica se si parla di large pro.
buon 2009!

reiser ha detto...

Argh i link a vinili! DJ MP45 SEI TU! Hai scolpito gli auguri nella selce o hai abbandonato il piacere dell'analogico per forme più contemporanee?
In ogni caso Large Pro per me nun è munnezza ma vedo che sono in molti a pensarla come te... boh

Fugu e Bra: lo so, me l'avevate consigliato voi ce credo che vi piaccia. Peccato che i toni fosserò così entusiasti che ho detto "valà, ci credo" e da pirla quale sono l'ho comprato a scatola chiusa.

Ora gli ho fatto una macumba e quindi occhio a quando attraversate la strada

Invece per quel che riguarda Soulseek, io usavo Soulseex ed era decente. Solo che trovo enormemente più comdo lavorare di google+titoloalbum+mediafire/rapidshare, specie ora che passo la giornata in ufficio ove il firewall aziendale non mi blocca gli zip... il blog di 187 è molto comodo, ed al limite c'è pur sempre il buon forum di realraptalk.

Ah, tra l'altro a me il Mulo non fa più scaricare una sega coi Kadu... avete per caso lo stesso problema?

Fugu. ha detto...

Cazzo la macumba no : ), te lo potevi scaricare come tutti e poi nel caso lo compravi.

Si anche io sto facendo come te, vado di Google e Blog presi quasi a caso, anche realraptalk lo usa da parecchio, per Emule, sul Mac non ho il programma, però su Windows bisognava aggiornare alla versione nuova, uscita da poco, perchè quella vecchia aveva dei problemi, non trovava niente, con la nuova sembra tutto ok, poi ho preso Transmission e mi sembra buono.

Anonimo ha detto...

@reiser:mi son dimenticato la firma..
non e' large pro che e' munnezza ma l'album che ha fatto...
fino al 96 merita un monumento...poi si e' dato una pulitina al suono che non mi piace...e anche a liriche e' un po' sceso..un po' tanto...

peccato che abbia scazzato con i due dj canadesi, altrimenti all'album the science di main source che non han poi finito, mi sa che gli dovevi dare 20 zaini, a giudicare dal n.3 della mia personale classifica

il buon anno era sincero comunque!
il piacere dell'analogico comunque rimane, anzi buon proposito del 2009"non scaricare piu' un mp3"