giovedì 24 settembre 2009

TRIFE DIESEL - BETTER LATE THAN NEVER (Traffic Ent., 2009)

Talvolta mi risulta impossibile riuscire ad esprimere fino in fondo il mio giudizio o, più modestamente e correttamente, la mia opinione su un disco, specialmente se questo non possiede qualità tali da poterlo definire un classico a tutti gli effetti. I problemi sorgono insomma quando mi trovo per le mani un concentrato di beat e liriche che, pur nella sua palese imperfezione, inspiegabilmente riesce a competere sullo stesso livello di dischi fatti meglio: nella fattispecie, qualcuno sa suggerirmi un motivo per cui in quest'ultimo periodo mi trovo ad ascoltare Better Late Than Never con la stessa frequenza di quel capolavoro che è Cuban Linx II? È l'aria? Sto rincoglionendo? Oppure può essere che abbiamo tra le mani un gioiellino? Calma.
Cominciamo col dire che l'affiliazione di Trife a Ghostfazza gli è valsa un'iniziale spinta di popolarità ma, alla lunga, gli ha recato ingenti danni in termini di riconoscimento. Vedete, la linea tra l'essere un "protetto di" ed un "portaborse di" è molto sottile, e tanto più cresce lo spazio temporale in cui non si dimostra inequivocabilmente la propria specificità, tanto più ci si trasforma da "interessante promessa" a "insulso weed carrier". Di conseguenza, diventa anche più difficile convincere i pochi interessati rimasti che si vale qualcosa; ecco, la carriera di Trife è una cartina di tornasole per questo teorema.
Egli infatti bazzica dalle parti di Tony Starks fin dal lontano 2001 e, per quanto in realtà sia assorto agli onori della cronaca solamente nel 2004, principalmente grazie alla sua eccezionale strofa in Biscuits, questo è già un considerevole periodo temporale; aggiungiamoci poi che, malgrado ottime prestazioni ovunque si fosse presentato, sembrava che di suo non dovesse uscire più nulla ed ecco che viene incisa nella pietra della storia la seguente massima: non puoi essere una promessa per più di due anni. Tuttavia, è anche vero che in realtà qualche lavoro più completo l'ha anche fatto (gli LP con la Theodore Unit ed il disco "alla romana" con Ghost), ma di solista in questi non c'era nulla e quindi torniamo al punto di partenza. Vi confesso che persino io, che non avevo mai cambiato la mia opinione su di lui, ad un certo punto mi son detto "vabeh un altro balordo" ed avevo smesso d'interessarmi alla sua opera.
È stato solo per omaggio ai suoi trascorsi -ed alle mie passate opinioni- che ho deciso di spendere un po' del mio tempo per ascoltare il suo esordio solista ufficiale e per dargli quindi una chance. Alla fine il titolo Better Late Than Never aveva riscosso in me una certa simpatia e la recensione che lessi su HipHopDx, anche se non confortante, qualche curiosità me l'aveva instillata. Vai di Rapidshare, quindi: al primo ascolto m'era parso insignificante come beat, carino come liriche; al secondo qualcosa avevo trovato ma non tanto da farmi dire "bello"; il terzo, il quarto, il quinto ed il sesto invece ebbero luogo mentre passavo il mocio in casa [no homo, ci passerete anche voi e comunque ora s'è presa la donna delle pulizie] e in quell'altrimenti infausta situazione mi son reso conto che, fanculo, 'sto Better Late Than Never non era mica malaccio. Bene: salto ovviamente gli altri ascolti e giungo direttamente alle conclusioni, ossia la recensione e la valutazione.
Sappiate innanzitutto che in BLTN non troverete particolari estri o sperimentazioni di alcun genere ma solamente del rap fatto nel modo più classico possibile, ovverosia beat quadrati midtempo su cui una persona rappa stando fisso sui 4/4. Ma prima di storcere magari il naso, calcolate che per quanto possa essere difficile trovare nuovi stili e renderli efficaci senza alienare l'ascoltatore, anche buttarsi sul classico non è così facile, essendoci talmente tanta roba in giro che per svettare bisogna raggiungere un grado di raffinatezza fuori dal comune. Per usare una metafora scema delle mie, diciamo che persino dopo più di trecento anni di esperienze, i posti dove si può mangiare un buon risotto a Milano sono pochi (BTW: uno di questi, e dove non si viene derubati, è la Taverna Moriggi. Casomai v'interessasse). Ecco, Trife ha qui cucinato un risotto non eccellente ma gustoso e abbondante. Poco più di un'ora di durata per sedici brani e nessuno skit, featuring mediamente azzeccati (Ghost, ovviamente, ma anche Freeway, Termanology, Royce The 5'9'' e purtroppo qualche amichetto di troppo) ed una enorme iniezione di note autobiografiche che vanno a diluire positivamente un album in cui si può trovare anche dello storytelling, delle riflessioni mai abbastanza ripetute sull'hip hop e chiaramente la tradizionale strìt laif. La versatilità dimostrata nella scelta degli argomenti si riflette per fortuna anche nell'esecuzione materiale del tutto e così, fatte salve un paio di tracce ghettuse secondo me piuttosto generiche, ascoltare quest'album è interessante oltre che piacevole. La sensazione che Trife stia abbaiando salta fuori solo nei pezzi più orientati alla spacconeria di grana grossa, e questo in fondo non dovrebbe stupire nessuno.
Ma vediamo nel dettaglio cosa cuoce in pentola e vediamo se quest'album sa essere, nel suo complesso, un'opera personale oppure la solita robetta da emergente fallito. Prima di tutto affronterei la questione dei pezzi ghettus-generici, e comincio col lamentarmi del fatto che su troppi di questi figurano due personaggi che coi microfoni dovrebbero aver poco a che fare: Kryme Life e Tommy Whispers. Quest'ultimo, in particolare, ha uno "stile" che si pone a metà tra 60 Sec Assassin dei Sunz Of Man e Islord dei Killarmy, quindi non è esattamente bravo; non a caso, quasi ovunque egli appaia, la canzone del caso subisce una tremenda battuta d'arresto. Questo è il caso di Prey VS Predator, in cui si potrebbe anche perdonare un beat generico e delle strofe non proprio ispirate, ma che diventa una cacatiella da cestinare non appena attacca il suddetto Tommaso Sussurri: fiacco, fiacco, fiacco. Idem come sopra per Listen Carefully, analogamente moscietta come beat ma con come "marcia in più" prestazioni imbarazzanti addirittura da parte di entrambi i soggetti. Queste sono senz'ombra di dubbio le tracce peggiori di BLTN e già al primo ascolto appare chiaro che Trife dev'essere molto amico dei due, perchè oltre all'amicizia non c'è motivo per cui questi due dovrebbero trovarsi insieme sulla stessa traccia.
E dico "sulla stessa traccia" perchè, per dinamiche a me del tutto incomprensibili, quando li separi i risultati improvvisamente diventano nettamente migliori: è il caso di Direct From The Ghetto e Stronger Man, due canzoni nient'affatto malvagie dove oltre a delle performance immensamente più dignitose si assiste ad un minimo di direzione concettuale. Certo, continuano ad impallidire di fronte a Trife, ma rispetto agli echi di disgusto provocati in precedenza parrebbe quasi di sognare. Ovviamente, però, avrei lo stesso preferito o più tracce soliste oppure più featuring azzeccati, anche perchè è lì che il protagonista dà il suo meglio: contrariamente alle previsioni, infatti, Ghostface non riesce a stracciare il suo alunno, che anzi, in Respectfully sgancia due strofe eccezionali con giochi di parole ed una lunga alliterazione che a momenti fanno scordare l'esistenza di Tony Starks. Lo stesso avviene in Project Leaders, dove fa letteralmente a pezzi Termanology (uno che tra l'abuso del namedropping e lo stile semisussurrato fa cagare ogni giorno sempre di più), e solamente un ispirato Freeway ci blocca dal pensare che forse sarebbe stata meglio una maggiore lunghezza a disposizione del solo Trife. Già: alla fine della storia l'unico capace di dare la paga a Trife è Royce The 5'9'' -autore di una strofa eccezionale in Powerful Minds- mentre per il resto devo dire che raramente ho visto un esordiente comportarsi così bene.
Ma oltre a queste tracce, la cosa più interessante è la passione che il Nostro sa mettere nei pezzi. Lo storytelling di Blind Man non solo è fatto bene nella prima parte, ma anche l'omaggio che egli fa a Ray Charles, Stevie Wonder ed altri nella seconda risulta sentito; un analogo pathos lo si trova ovviamente nella dedica a mammà, com'è ovvio, ma anche in pezzi meno intimisti come per esempio la FAQ per aspiranti rapper che è Wanna Be A Rapper. Ma non è finita qui: critica sociopolitica la si trova in World Today, ed il risultato è ammirevole specie se si considera che lui non è esattamente specializzato in questo genere di cose, così come ammirevole è l'autocritica e lo scambio di vedute tra lui e tale Slash (una MC, contrariamente a quanto farebbe pensare il nome); siamo lontani mille miglia dal machismo tipico del genere, e trovo che per uno come sembra essere Trife mettersi così in gioco meriti un giusto plauso.
Mi rendo ora conto che la recensione sta assumendo le dimensioni d'una enciclica papale, per cui la smetto con 'aspetto lirico, del quale posso dirmi più che soddisfatto, e vado ad occuparmi dei beat. Questi sono curati da gente a me completamente sconosciuta, come DJ Snips, Lee Bannon, Noize Thievery... boh, non ho punti di pragaone con eventuali opere, perciò mi limiterò allo stretto essenziale. La parte del leone la fa tale Blunt, che con cinque produzioni da lui curate è indubbiamente il beatmaker prominente dell'album; fortemente influenzato dal soul, le sue opere riflettono quest'ispirazioni e anche se la formula appare ormai un po' abusata egli riesce lo stesso ad esibire pregevoli tappeti musicali come ad esempio Blind Man (ottimo il loop di piano), Project Leaders e Direct From The Ghetto. Le sue atmosfere ci trasportano direttamente nella New York di Superfly, ma fortunatamente questo taglio vintage viene alleggerito da altri contribuenti come appunto Snips, decisamente più orientato al pestone e autore fra l'altro dell'ottima We Get It In, oppure Animal House, autori della suggestiva Stronger Man ed invece assai influenzati dal miglior Kanye West (vedi ad esempio la struttura delle batterie). Questi pezzi sopraelencati non sono gli unici degni d'una menzione, ma per farla breve, ad eccezione di due colpi andati a vuoto -fortunatamente le canzoni con su quei due mentecatti, così perlomeno la merda si concentra in due latrine anzichè venir sparsa per tutto l'accampamento- il resto di Better Late Than Never è assai ben prodotto. Non si può forse parlare di originalità, ma è fuor di discussione che oscilliamo piacevolmente tra atmosfere ruvide e l'eleganza di alcuni tocchi, con un risultato finale ch reputo ben più che semplicemente soddifacente.
Alla luce di queste considerazioni vi esorto quindi a non commettere l'errore di bollare Trife come una merdina, perchè il ragazzo si è sforzato sotto ogni punto di vista ed il risultato è davvero molto, molto buono. Contrariamente a Termanology, che nel suo album ha tradito praticamente tutte le aspettative, e contrariamente a Saigon, che ha fatto perdere la pazienza pure ad un monaco benedettino, il Nostro ha compreso perfettamente che se voleva tornare ad essere "il" nome da tenere d'occhio doveva pubblicare qualcosa di superiore alla bontà. E così ha fatto, ed ora spetta solo a voi dargli questa chance - come già detto, l'unica sua sfortuna è la quasi concomitanza con Rae ma, vi garantisco, non è che arranchi di molto dietro all'opera dello Chef.





Trife Diesel - Better Late Than Never

32 commenti:

Anonimo ha detto...

ripeto,dopo torae,lo chef & survival skills il meglio del 2009...trife mi ha sempre preso un tot bene,ha una voce che mi piace proprio(no homo)...avevi visto stò video?
http://www.youtube.com/watch?v=V1bhovBlCQ4
x-ecutioner feat ghostface,trife,black though;mi sfonda ognivolta che lo vedo
Ps:Roc Raida R.i.p.

RoyaleCeca a.k.a. RealityCheck

Anonimo ha detto...

ehh la madonna...

ck

Anonimo ha detto...

non vedo l'ora che esca il cd di masta killa,cmq per quanto come collettivo il wu possa sembrare 6 metri sotto terra i suoi membri e i suoi affiliati cacciano sempre un ottimo rap...vogliamo un album da inspectah deck!!!

Anonimo ha detto...

Inspectah da solo non ha mai brillato. Tra gli album Wu in programma, Ghostface ("Ghostdeini Wizard Of Poetry In Emerald City" uscirà a breve) secondo me rischia di essere il più deludente, anche perché lo Chef e Trife c'hanno dato dentro parecchio.

BRA
www.rapmaniacz.com

Fugu ha detto...

Bella recensione, niente da aggiungere o da ridire, i 4 zainetti non so se li metterei, ma secondo me il voto finale è una pura formalità e lascia il tempo che trova, fatto sta che il disco è una bella mazzata, anche a me è piaciuto molto, inoltre, una domanda un po' alla cazzo, ma sbaglio o non se lo sta cagando nessuno in giro ?... se è così, è un vero peccato

Anonimo ha detto...

vabò era sottinteso che intendevo un cd che spaccava(finalmente)...cmq bra aspettati la merdata dal disco di ghost perchè è un disco di rnb a quanto ho capito e anche se non lo fosse cmq gli ospiti renderebbero il cd insopportabile(stile ne-yo)
ps:prima non mi sono firmato
BAUAU

Anonimo ha detto...

"vabò era sottinteso che intendevo un cd che spaccava(finalmente)"...
naturalmente intendevo:un cd di inspectah deck che spacca...
scusate se sono così scoppiato...
BAUAU

Anonimo ha detto...

FCK SQUAD..ho appena finito di gustare per la prima volta questo cd di trife..bèh weramente bello..sfonda pesante..heavymachineguns!!!!!!...cmq reiser a me non wa il link per cuban linx 2..non credo sia un problema dipenda dal computer in quanto mi appare la pagina DI UPLOAD e dice k il link è stato rimosso...???...

Anonimo ha detto...

FCK SQUAD..comunque reiser per full scale puoi benissimo mettere 2001..la maggior parte dei link hip hop su cui ho visto lo datano 2001

Anonimo ha detto...

che questo prenda lo stesso voto di big l mi sembra assurdo...non puoi dare lo stesso voto al debutto di uno dei migliori liricisti dei 90 e al disco del cugino in sseconda di gfk.
la meta' dei beat sono il solito chipmunk soul che mi fa proprio cagare
la voce poi sembra un misto fra jayz e jermaine dupri...scaricato, ascoltato e cancellato.
djmp45

reiser ha detto...

OK ti fa cagare e va bene, ci mancherebbe.
Ma i voti tengono conto del contesto, al di fuori di un minimo di coerenza di metri di giudizio questi non hanno un valore assoluto.
Altrimenti scusami ma chiunque non rappi identico a Kool G Rap con le produzioni di Sir Jinx dovrebbe venire cassato.

Perdio, non è che perchè, che cazzo ne so, un album dei Flaming Lips del 2002 prende lo stesso voto di Sticky Fingers degli Stones che li rende ugualmente rilevanti o di maggior valore.

Big L ha il suo posto nella storia, tranquillizzati, semplicemente ha avuto la "sfortuna" di esordire in un periodo in cui la media era mooolto più alta e di soffrire di alcune produzioni che rispetto a Word Life o Stunts Blunts & Hip Hop erano deludenti.

Antonio ha detto...

E poi siamo sicuri che Big L, al di là di tutto, non sia un pelino sopravvalutato?

Per dire, nella mia Top 10 di sempre non c'entra ma neanche di striscio...

Anonimo ha detto...

capisco il tuo discorso e ci sta , cioe' tu dici per il 2009 questo e' un album della madonna.
il problema sara' mio che non riesco ad ascoltare rap uscito dopo il 1997 perche' ci sono degli elementi nelle produzioni che non mi piaciono proprio(beat non campionati, chipmunk samples, mc che rappano sopra un vocal sample, autotune, beat fatti di clap, samples troppo choppati che perdono il groove, suono troppo pulito,ecc...)
non so, non mi sembra che sti beat di big l siano poi cosi' male...sono un po' piu' cupi rispetto al resto delle produzioni d.i.t.c, ma come livello di mc sicuramente era a un livello piu' alto rispetto alla media del tempo:
se lo mettevi a fare una battle con prodigy per esempio, secondo me se lo mangiava.
io lo presi nel 94 e al momento non mi sembrava cosi' "sfigato" come produzioni rispetto a quello che c'era in giro

Anonimo ha detto...

anto' vatti ad ascoltare ebonics!!

reiser ha detto...

Ormai so che tu detesti il rap contemporaneo più o meno in toto, ma è per quello che ho risposto alla parte del discorso che andava al di là dell'opinione sull'album stesso. Insomma, la prima parte per me era legittima (anche se ovviamente non condivido, almeno in parte), la seconda mi sembrava un po' da talebano ma ho preferito comunque precisare qual è il mio approccio a dischi provenienti da epoche diverse.

Quanto a L, a parte il fatto che anche a me pare magnificato oltre ogni misura (ma almeno da lui e da Pun la cosa non infastidisce troppo, quando si parla di Stack Bundles invece...), io non posso che ripetere che certe basi come No Endz No Skinz o la title track sono passabili (sempre in termini relativi al periodo e agli autori) ma poco di più. Rispetto ad altre robe presenti su quel disco non mi dicono un cazzo, mi sanno o di datato o di roba tirata via alla bell'e meglio, ma lì evidentemente son gusti

P.S. La roba cupa è quella che preferisco, volevo solo precisarlo. It ain't no joke 'round here, knu'msaaaay'n?

MF Ema ha detto...

Ah! Questo me l'ero perso...Rimedio.

Anonimo ha detto...

"il problema sara' mio che non riesco ad ascoltare rap uscito dopo il 1997"...togli quel sarà,il problema è esclusivamente tuo e di tutte le altre persone che non fanno nient'altro che fare i nostalgici...

RARASHIXXX

Anonimo ha detto...

^^^^e infatti l'ho ammesso...sara' anche una questione di eta', te quanti anni c'hai?
se hai vent'anni e sei cresciuto a just blaze e 9th wonder, marley marl dell'89 ti fa schifo ( e viceversa).
comunque ci sara' un motivo per cui chiamano il rap dell'89-92 e se vuoi fino al 95 golden era, mica me lo sono inventato io.
ci sono delle cose valide che escono anche oggi, tipo il nuovo dei freestyle professors, ma sono molto limitate numericamente.
la questione non e' fare i nostalgici o no, quello che molta gente dice e' che oggettivamente la qualita' del rap della golden era e' superiore allo stato del rap di adesso.nas ha fatto illmatic nel 94 non nel 2004, poi magari ci azzecca un pezzo in un album, ma finisce li.
inoltre se tu guardi la golden era c'e' tanto di quel materiale che probabilmente non conosci che merita forse piu' attenzione di quanta ne meriti l'ultimo pezzo di royce.

reiser ha detto...

Ahia. Con la frase su Royce, se ti sente Antonio, sei a rischio di macumba.

Comunque c'è chi dopo il '95 (anno più anno meno) ha avuto proprio un rigetto e per certi versi posso capirlo; personalmente, però, se da un lato sono d'accordo nel dire che come periodo in toto non c'è più stato nulla di simile, dall'altro trovo che negli anni vi siano state uscite capaci di dare le stesse soddisfazioni. E questo fatto secondo me è molto importante se tieni conto dell'età del genere; più però che lamentarsi della qualità secondo me conta la mancanza di innovazioni folli che invece ci sono state negli anni da te citati. Dal "shout rap" dei Run DMC agli intrecci di KRS, G Rap e Kane; dai beat fatti solo con l'808 ai campioni dei Parliament; dal fast rap ai 90bpm ed i campioni del Wu...

Difficilmente vi sarà più un simile susseguirsi di freschezza, ma data l'età del genere lo capisco e per quanto mi riguarda c'ho messo una pietra sopra.

Anonimo ha detto...

secondo me pero' e' una cosa dovuta al fatto che il rap e' diventato molto piu' mainstream rispetto a 12-14 anni fa.
se vedi di innovazione ne han fatta parecchia nelle basi , ma non necessariamente ha portato ad un miglioramento.
il funk secondo me lo puoi paragonare molto all'hip hop: parte come genere molto grezzo, si pulisce sempre piu' e poi diventa disco e perde quella vena di partenza di genere "grezzo".
i gruppi funk di adesso fanno tutta una ricerca sugli strumenti usati al tempo, tecniche di registrazione, ecc, perche' hanno capito che il suono migliore era quello dell'epoca.nell'hip hop l'unico che fa cosi' e' damu che is mette li con sp1200 come pete rock 15 anni fa..

Anonimo ha detto...

Mi permetto di entrare nel discorso solo per sottolineare un punto, ovvero per questa frase:

"inoltre se tu guardi la golden era c'e' tanto di quel materiale che probabilmente non conosci che merita forse piu' attenzione di quanta ne meriti l'ultimo pezzo di royce".

Nel dire che sì, è vero, aggiungo però che ciò era vero anche nel '96, '97, '98...e, seppure in misura minore, credo sia vero tutt'oggi. Se così non fosse avrei smesso di ascoltare Hip-Hop una decina di anni or sono.
Faccio dei nomi (de gustibus, è chiaro, ma mi stupirei a veder priovere critiche e anatemi): Aesop Rock, Blackalicious, Company Flow, Cunninlynguists, i primi Dilated Peoples, Goodie Mob (i primi, anche qui), J-Live, Jigmastas e mi fermo prima della K. La loro musica, a mio avviso, non ha nulla da invidiare a quella di 5, 6 o più anni prima, semplicemente l'Hip-Hop ha mutato forma e se in alcuni casi ha perso molto, in altri ha guadagnato qualcosa.

BRA
www.rapmaniacz.com

reiser ha detto...

"e' una cosa dovuta al fatto che il rap e' diventato molto piu' mainstream rispetto a 12-14 anni fa."

Sì, non c'è dubbio. Francamente non me ne frega un cazzo di passare come hater o quel che l'è, ma sta di fatto che io tifo crisi. Che le vendite tornino ad essere quelle dei primi anni '90 e che la carenza di dindi scremi un minimo ciò che il pubblico non ha saputo fare in questi anni

Anonimo ha detto...

Nel dire che sì, è vero, aggiungo però che ciò era vero anche nel '96, '97, '98...e, seppure in misura minore, credo sia vero tutt'oggi. Se così non fosse avrei smesso di ascoltare Hip-Hop una decina di anni or sono.
Faccio dei nomi (de gustibus, è chiaro, ma mi stupirei a veder priovere critiche e anatemi): Aesop Rock, Blackalicious, Company Flow, Cunninlynguists, i primi Dilated Peoples, Goodie Mob (i primi, anche qui), J-Live, Jigmastas e mi fermo prima della K. La loro musica, a mio avviso, non ha nulla da invidiare a quella di 5, 6 o più anni prima, semplicemente l'Hip-Hop ha mutato forma e se in alcuni casi ha perso molto, in altri ha guadagnato qualcosa.

Bra mi ha tolto le parole di bocca,non intendo dire che il rap contemporaneo sia migliore di quello della golden age e non paragonerei nemmeno lontanamente il cd di trife per intero a qualunque 12" di big l ma odio le affermazioni stile "rakim è morto nel 91" oppure "krs dopo return of boom bap non ha combinato niente"oppure nel tuo caso "non si può ascoltae il rap dal 97 in poi" ;bendati,scegli qualunque cd della rawkus a caso,mettilo nello stereo e poi ne riparliamo...

RARASHIXXX

Anonimo ha detto...

inoltre se tu guardi la golden era c'e' tanto di quel materiale che probabilmente non conosci che merita forse piu' attenzione di quanta ne meriti l'ultimo pezzo di royce.

Su questo sono daccordissimo

RARASHIXXX

Anonimo ha detto...

Personalmente sono nato nel '91 e so apprezzare una produzione di marley marl quanto una di 9th Wonder,naturalmente ammesso che abbiano quella giusta quantita di DOPENESS che richiedo per poter dire:"cazzo base!"...secondo me chi non ascolta,a prescindere,un beat di marley dicendo"bah,roba vecchia" merita di essere lapidato quasi quanto chi non sa apprezzare,a prescindere,un qualunque produttore contemporaneo che sfonda dicendo"bah,è roba nuova non sarà mai ai livelli del '94"...forse apparirà più eretico chi rifiuta il marley ma sono convinto che il quoziente di idiozia si equivalga in entrambe le azioni...
PS:anch'io d'accordo con il discorso del back in the days quando il presente non ci offre un granchè,infatti tutta st'estate sono andato giù con gli alkaholiks e i lootpack e solo a seguito delle uscite di raek,trife e Krs&buck sono tornato al 2009.

RoyaleCeca a.k.a. RealityCheck

MF Ema ha detto...

Bomba st'album!!!!

Top10

Antonio ha detto...

@DJ MP45: ti faccio un po' di risposte cumulative.

anto' vatti ad ascoltare ebonics!!
Guarda che mica ho detto che Big L è scarso. Ho detto che è sopravvalutato. E su questo sono d'accordo anche altri. Per il resto, ad averne, di rappers cosi'.

comunque ci sara' un motivo per cui chiamano il rap dell'89-92 e se vuoi fino al 95 golden era, mica me lo sono inventato io.
Dal '92 sono passati 17 anni. Fra 17 anni magari quelli che oggi hanno 18-20 anni diranno che il 2004-2008 era la golden age e che tutto il rap del Dirty South era il massimo. Non possiamo saperlo e quindi non possiamo fare certe uscite cosi' assolutiste. Non si puo' discutere un'era storica mentre e' in corso, soprattutto se la paragoni ad una gia' finita.

inoltre se tu guardi la golden era c'e' tanto di quel materiale che probabilmente non conosci che merita forse piu' attenzione di quanta ne meriti l'ultimo pezzo di royce.
Sicuramente, ma non è che uno possa fare il retrogrado e ascoltare SOLO la cosiddetta golden age (in cui la nostalgia fa passare per oro anche le cose mediocri a volte, ammettiamolo). Cazzo, i ragazzi vorranno anche sentire roba un po' meno datata, senza che per forza debbano stare a sorbirsi le nostre menate del "si stava meglio quando si stava peggio"...
Io la crisi di rigetto nei confronti del rap, per dire, l'avevo avuta negli anni post-old school (diciamo 93-95), in cui i rappers di New York non sfondavano piu' il culo a tutti a priori (gli scarsoidi newyorkesi sono iniziati allora, te lo rammento) e quindi tendo a vedere quel periodo con maggiore distacco di quanto fai tu.
Visto che hai citato Royce, per esempio, ti faccio una provocazione: ma nei tanto osannati album pre-disastro di Fat Joe, per dire, il signor Cartagena ha mai scritto una rima degna di allacciare le scarpe a Nickel Nine?
Per me no, eppure sono album usciti nella Golden age e quindi e' tutto bello.
Prendi il disco dei Group Home, e togli i beat. Sono meno spastici di Lil Wayne? No, eppure e' golden age e va bene...

Poi, ovviamente, questo e' un discorso in generale, non diretto a te in particolare. Io con Marley Marl ci farei pure la musica per il mio funerale, figurati, e con Lord Finesse pure.
Pero' non e' che finito il 1995 sia finito tutto. Anzi.
Siamo magari noi ad essere invecchiati e ad aver perso il "sense of wonder". E il tuo "problema", se di problema si tratta, e' che non ne vuoi uscire, da questo schema mentale. Lecito, ma non ci possono essere punti di discussione fruttuosi, anche con me che sulla old school ci sbavo.

Finisco facendoti un appunto, sulla scorta di quanto scritto anche da altri più giovani di me: ma perche' una volta (non sempre) non provi a mettere lo stesso sforzo che fai per scavare nella old school anche nello scavare fra le cose nuove, altrettanto sconosciute e spesso altrettanto valide? Io credo che almeno una volta ne valga la pena.

W la new school e viva la old school! (che e' meno schizofrenico del "Viva De Gregori e viva il Duce" che Elisabetta Canalis scriveva sul proprio diario alle superiori...)

Antonio ha detto...

minchia quanto ho scritto. Scusa per lo sfracassamento di coglioni, DJ MP45.

Anonimo ha detto...

@anto':no problem sullo scassamento:)
su fat joe e group home pienamente d'accordo.
non e' che non mi ascolto niente dopo il 97 , e' solo che trovo piu' difficile trovare qualcosa che mi piace al volo rispetto a qualcosa che e' uscito nel 94:per questo che leggo blog , ecc, con le duemila uscite a settimana e' un po' difficile stare dietro a tutto quello che esce ...per esempio kev brown non sapevo neanche chi fosse, l'ho scaricato e mi piglia bene.
secondo me nella golden era c'era molta piu'selezione e molto piu' hating che aveva l'effetto di spingere gli artisti a dare il meglio (tipo premier che sentito the world is yours ha rifatto tutti i suoi pezzi di illmatic, per dirne una).
leggevo l'altro giorno che mop han venduto 2000 copie dell'ultimo uscito: non so che voglia abbiano piu' gli artisti di fare un album che poi non compra nessuno.
gli scarsoidi come li chiami tu ci sono stati dai tempi degi sugarhill gang e sempre ci saranno.

MAK ha detto...

Dopo un sabato di tormento, con il solito trip del dejavù sample, ho realizzato poco fa che Blind Man usa lo stesso gustoso sample utilizzato pure da Betrayl in The Corner.
E colgo l'occasioni per segnalarti quest'album Reiser, potrebbe gustarti:

http://www.amazon.com/Life-Death-My-Hood/dp/B001TKKASW/ref=sr_1_1?ie=UTF8&s=music&qid=1254051454&sr=1-1

...ci sono pure lo Chef e Tragedy... ;)

Antonio ha detto...

non e' che non mi ascolto niente dopo il 97 , e' solo che trovo piu' difficile trovare qualcosa che mi piace al volo rispetto a qualcosa che e' uscito nel 94
OK, ora ho capito meglio il discorso. Pero' ricordati sempre che in quel periodo magari ti stavi affacciando al mondo dell'hip hop e giocoforza l'approccio era meno cinico, o mi sbaglio?

secondo me nella golden era c'era molta piu'selezione e molto piu' hating che aveva l'effetto di spingere gli artisti a dare il meglio
Su questo in generale concordo, pero' l'hip hop vendeva meno e quindi le logiche erano meno commerciali, per forza.
Per dire, un album come Illmatic, senza praticamente singoli, teneva testa a The Chronic, che di singoli potenziali ne aveva parecchi. Oggi una cosa del genere, a prescindere dalla qualità, sarebbe impossibile.

leggevo l'altro giorno che mop han venduto 2000 copie dell'ultimo uscito
Qui la questione è complessa. Al di là del grande rispetto (e qui Reiser mi odierà) a me gli MOP fanno cagare, ma il fatto che l'album abbia venduto solo 2100 copie nella prima settimana mi fa incazzare perche' penso che una cosa del genere non se la meritino. Però non può essere solo colpa di internet. Ripeto, è un problema complesso...

reiser ha detto...

Minchia credo che da nessuna parte del mondo Trife avrebbe potuto attrarre così tanti commenti...
vedo anche una spaccatura a metà tra estimatori e denigratori. Prova del fatto che comunque non è una roba che lascia indifferenti

Grazie per il suggerimento, Mak, avevo sentito du robe sul suo Maispeis che non mi avevano convinto ma l'album parrebbe grazioso. Una chance gliela do senz'altro, mo' scarico e vediamo